Intervista ad Alberto, co-fondatore e direttore creativo di We Are Knitters

 

Tutti in ufficio ammirano i tuoi capelli. Qual è il tuo segreto?

Pura genetica. Non posso dire di più.

Cosa volevi diventare da piccolo?

Oh, molte cose! Da piccolo volevo fare il conducente di ambulanza, suppongo per il suono e le luci. Poi per un periodo volevo essere dentista. Crescendo invece ho realizzato che quello che mi piaceva di più erano i colori, i tessuti, le forme. Tutto quello che sta in relazione con l’estetica. Era una cosa che avevo già dentro, credo.

Cosa vuoi fare da grande?

Adoro pitturare, però è una cosa che ho abbandonato. Mi piacerebbe molto riprendere questa attività e che faccia parte del mio futuro, chissà… magari tra qualche anno potrò dire che sono un pittore!

Hai fondato una grande impresa di knitting. Applichi la stessa filosofia anche alla  tua vita fuori dall’ufficio? Hai insegnato a lavorare
a maglia a qualche tuo familliare? Pensi di farlo?

Certo! Ho insegnato a mia sorella non appena ho iniziato l’avventura di WAK e a un paio di amici. Ora sono capaci di realizzare con le loro mani sciarpe e cappelli.

Com’è un tipico giorno a WAK per te?

Beh, dipende molto dal giorno: a volte c’è una riunione dopo l’altra, a volte abbiamo una sessione di scatti per il lancio di una collezione, altre volte un viaggio in uno dei paesi dove siamo presenti, di solito Francia, Germani o Stati Uniti e altre ancora è molto più noioso e consiste nel rispondere alla valanga di email che mi arrivano. In conclusione, non posso certo dire che sia una noia, però vivo costantemente con il cellulare in mano, ormai credo che si sia convertito in un prolungamento del  mio corpo.

Nessuno dice che sia facile ma qual è stata la cosa più difficle per te in questi anni? Il maggior sacrificio? E la più grande soddisfazione?

La maggiore soddisfazione ovviamente è vedere fino a dove siamo arrivati e le nuove sfide che ci si presentano. È molto gratificante vedere che le cose poco a poco vanno migliorando e che c’è gente che apprezza il tuo lavoro. Mi piace molto leggere i commenti che ci arrivano attraverso Instagram e Facebook, sia quelli positivi che quelli negativi. Da questi ultimi si apprende e si migliora molto
Il maggior sacrificio credo sia il non scollegarsi in nessun momento. Ora come ora mi sembra normale starsene sdraiati sulla spiaggia rispondendo però alle email. Ma in realtà non mi posso lamentare, è una mia scelta ha molti più aspetti positivi che negativi.

Qual è il tuo momento preferito per lavorare a maglia?

Devo riconoscere che con il passare del tempo lavoro a maglia sempre meno. Ma il momento in cui mi piace di più è dopo aver cenato mentre guardo la serie che mi appassiona al momento. Adoro usare l’ashtag #knitflix 😉